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Dal 01 gennaio 2010 al 31 dicembre 2012
Chiesa di Santa Maria Alla fontana - Hotel Vittoria Milano
Il complesso monumentale di Santa Maria alla Fontana
racconta attraverso le sue diversificate espressioni
architettoniche e figurative cinque secoli
di esperienza cristiana profondamente vissuta.
Alla stratificazione degli interventi di fabbrica
e di decorazione corrispondono infatti
momenti caratteristici della vita della comunità ecclesiale
che ancora oggi documentano tutto l?investimento umano
che la fede promuove ed esalta.
Il punto di partenza è una guarigione avvenuto agli inizi del Cinquecento che subito avvia un imponente fenomeno devozionale mariano che a sua volta genera un?opera di assistenza sanitaria e di ospitalità assimilabile a quella della Ca? Granda, fondata mezzo secolo prima da Francesco Sforza.
La forma del Santuario, strettamente connessa alla fonte miracolosa e al declivio dell?area, ricalca le forme centralizzate diffuse all?epoca per le fondazioni dedicate alla Vergine o sorte a seguito di eventi prodigiosi, ma subito si amplia in un?articolazione a chiostri che consentiva l?accoglienza degli ammalati e la loro gestione affidata inizialmente ai benedettini cassinesi di San Simpliciano.
In questo luogo fuori porta, collegato alla città dal vicino passaggio della strada, interagiscono gli interessi della corte francese, ricordati dalla lapide di fondazione e dai nomi di molti personaggi siglati sui capitelli, e l?attività di uno dei monasteri più prestigiosi di Milano. La fabbrica che doveva servire a tutto questo sorge come uno dei pezzi più significativi dell?architettura milanese rinascimentale.
Alla metà del Cinquecento Ferrante Gonzaga, governatore spagnolo, promuove l?ingresso alla Fontana dei Padri Minimi di san Francesco di Paola, una delle forze più vive del nuovo corso della Chiesa cattolica, chiamate a sostituire o affiancare le forme del monachesimo di origine medioevale. I progetti di ampliamento della struttura dimostrano quali attese ci fossero su questo insediamento, sempre concepito in funzione assistenziale. Sulle pareti esterne del complesso sfilano ora i miracoli del santo fondatore.
L?età di Carlo e Federico Borromeo registra un?ulteriore trasformazione che chiama tra gli interpreti Francesco Maria Richino, il più attrezzato tra gli architetti del Seicento milanese. I progetti danno ulteriore slancio alla dedicazione mariana e aprono alle esigenze della comunità che nel tempo si è insediata ed è cresciuta nell?area circostante. La Fontana non è più solo un luogo di devozione foranea ma è ormai il centro di una comunità stabile che diverrà presto parrocchia.
Quando nel 1787 i Minimi si trasferiranno in una zona più centrale, l?attuale via Manzoni, il Santuario è ormai il punto di aggregazione di un borgo vivo a prevalente attività agricola, destinato ad essere uno dei futuri quartieri cittadini più attivi sul versante dell?artigianato. Per questo la chiesa ha continuato ad ampliarsi e a ristrutturarsi, sempre ribadendo la propria storia e la propria tradizione, fino al secolo scorso con i significativi interventi di Griffino e Mezzanotte.
Numerose sono le testimonianze architettoniche e figurative che ancora oggi documentano questo straordinario percorso; molte di loro attendono la valorizzazione degli studi e dei restauri. L?auspicio è che questa scadenza del mezzo millennio di vita della Fontana rinnovi la sensibilità fattiva che l?hanno fatta grande nei secoli.
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